#Energia – In fattura paghi l’Energia Reattiva..?? Scopri di cosa si tratta e come puoi eliminarne il costo.

energia reattivaLe voci che compongono una fattura di energia sono tante, alcune più semplici da comprendere, altre che sembrano dei veri misteri. In questo post ho deciso di parlarti proprio di una di queste: Energia Reattiva

Appare sulle fatture di tutti, ma se è troppa, può far male (alla tua tasca).

Per spiegartelo bene, ho bisogno di qualche esempio e di qualche riga in più, quindi mettiti comodo e partiamo 😉

Energia reattiva. Come si produce

Quando accendi una lampada, un macchinario, una qualsiasi cosa che funzioni a corrente, dalla rete si preleva sia energia attiva e sia energia reattiva. In effetti l’energia elettrica che utilizziamo è per definizione – corrente alternata – e in questo suo alternarsi, va a generare entrambe le tipologie, per auto-bilanciarsi.

Sgomberiamo subito il campo da fraintendimenti.

Sopra ti ho detto che l’energia reattiva appare nelle fatture di tutti ed è così, ma ciò di cui ti parlerò in questo post, riguarda la sovrapproduzione di energia reattiva, che di solito si verifica in ambito aziendale/industriale, pertanto in casi più unici che rari, si può verificare in una normale abitazione.

E’ stato appurato che i “responsabili” di una produzione eccessiva di energia reattiva, sono tutti quei macchinari che per funzionare sono dotati di un sistema ad induzione elettromagnetica (foto 2 – Bobina in rame). Parliamo di macchine per stampaggio, compressori, trapani, etc etc.

energia reattiva

Quando i motori di queste macchine vanno in funzione, chiaramente assorbono energia dalla rete, ma per loro stessa natura una parte di questa energia la rilasciano, causando un’eccedenza che ritorna nella rete di distribuzione (quella che alimenta da fuori il tuo contatore) , a tale forma di energia è stato dato il nome di energia reattiva.

Ma attenzione, perché non sono solo questi poveri motori a creare il problema. Da oltre un decennio è stato constatato che il problema si verifica in misura maggiore nelle aziende che sono dotate di impianto fotovoltaico, in quanto (se vecchio) potrebbe non essere dotato di Inverter (difficile). Se invece l’Inverter è presente ma il problema persiste, allora significa che l’impianto è sfasato (se ne hai uno, ti consiglio di chiedere lumi al tecnico che te lo cura).

Vediamo chi la paga e a Chi.

L’energia reattiva che ritorna in circolo nella rete, crea un problema di saturazione.

Immagina una strada che si restringe ad imbuto, d’un tratto arriva il “Campione” che si infila di lato e crea l’ingorgo. Accade proprio una cosa simile. La rete di distribuzione va in sofferenza, causando danni a cabine elettriche che alimentano altri contatori, pertanto l’utente che provoca l’ingorgo, viene individuato e sanzionato in bolletta.

Il valore di costo di questa sanzione viene applicato e deciso dall’ ARERA (Authority Energia e Gas) ed è suddiviso in due step. Il primo scatta quando la sovrapproduzione di energia reattiva supera un valore compreso tra il 35 e il 75 % dei KWh che hai consumato, il secondo invece per la parte eccedente il 75% .

In fattura i valori di produzione reattiva sono di solito indicati con la voce “Fattore di potenza” oppure Cosfi” (o Cosphi) e vengono misurati in Kvarh e non in Kwh.

Per capire se la tua produzione supera le soglie che ho indicato e che fanno scattare la sanzione, nel foglio di dettaglio dei costi della fattura devi trovare una riga o voce, dove vi è scritto “Penale/Costo/Altri costi Energia reattiva” (spesso si trova in fondo alla tabella).

Qui fai attenzione: Questa Penale seppur la paghi al tuo Fornitore, finisce nelle casse della – CASSA CONGUAGLIO SERVIZIO ELETTRICO – un ente pubblico che si cura dell’efficienza del sistema di approvigionamento elettrico.

Come evitarla

Per evitare di pagare questo inutile costo, bisogna che venga fatta all’interno della tua azienda “opera di RIFASAMENTO” (foto 1 – Rifasatore).
Il rifasamento non è altro che il montaggio di una determinata strumentazione corredata di accumulatori di corrente, capaci di immagazzinare quel quantitativo di energia reattiva prodotta in più (quella che torna indietro) e di rilasciarla in quando serve, in modo da impedirne il ritorno in rete, ristabilendo così la giusta condizione di bilanciamento tra energia attiva ed energia reattiva.

Un rifasamento che si rispetti, ha un costo che parte dai 2000 euro a salire. Se in fattura ti trovi a pagare 200 euro annui di penali, potresti anche proseguire senza farlo, tenendo sempre presente però, che la situazione potrebbe peggiorare, ma se i 200 euro cominciano ad essere mensili a quel punto credo che la convenienza ci sta tutta.

Tutta via c’è da dire, che se questa produzione di energia reattiva è così alta e dannosa per la rete, a quel punto il rifasamento ti verrà imposto direttamente dal distributore e come puoi ben immaginare, da li non si scappa.

Prima di terminare però, perdonami, ma mi viene da dirti che queste cose qui, dovresti già conoscerle o meglio toccherebbe al tuo Consulente spiegartele e non a te andarle a cercare sul web, quindi mi viene spontaneo chiederti: C’è l’hai un Consulente Esperto che ti segue?

Ora ti saluto e ti ricordo che puoi lasciare un tuo commento, al quale ti risponderò in brevissimo tempo.

Ti aspetto. Ciao!

Pasquale

#unconsiglioperte

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